Le mie Poesie


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Eros a Pompei


"Le strappai la tunica; trasparente non era di grande impaccio, ella tuttavia lottava per restarne coperta; ma poichè lottava come una che non vuole vincere, rimase vinta facilmente con la sua stessa complicità. Come, caduto il velo, stette davanti ai miei occhi, nell'intero corpo non apparve alcun difetto. Quali spalle, quali braccia vidi e toccai! La forma dei seni come fatta per le carezze! Come liscio il ventre sotto il petto sodo! Come lungo e perfetto il fianco, e giovanile la coscia. A che i dettagli? Non vidi nulla di non degno di lode. E nuda la strinsi, aderente al mio corpo. Chi non conosce il resto? Stanchi ci acquietammo entrambi. Possano giungermi spesso pomeriggi come questo!"
( OVIDIO, Amori, I, 5. )




Ancora oggi lo splendore di Pompei, resa "immortale" dalle ceneri del Vesuvio nel 79 D.C,  incanta e chiama a sé molti studiosi ed appassionati.
Pompei interessa notevolmente gli storici della sessualità non tanto per le decorazioni dei bordelli quanto per la ricca documentazione costituita dai graffiti sparsi sui muri delle abitazioni, dai numerosi affreschi erotici che ornavano edifici privati e pubblici e dalle straordinarie terme suburbane, al cui interno, qualche anno fa, vennero portate alla luce bellissime pitture erotiche.
Erano molto in voga a Pompei le Lupanare e le case di piacere e come ci riportano le pareti affrescate con dipinti erotici, raffiguranti prestazioni sessuali di vario genere ed ogni tipo di postura, i Romani sapevano prendersi cura delle loro "anime e dei loro corpi"  in maniera eccellente:
Giochi, incontri erotici,  numerosi letti  mai sede di riposo e feste  per un piacere materiale e spirituale infinito !



Per i Romani l'eros non era solo un mezzo per sollecitare la sessualità e la sensualità ma era anche divertimento, umorismo, passatempo! Non esisteva lo stretto connubio tra sesso e peccato, nato in seguito con l'avvento di nuove religioni.
Il primo re di Roma fu allevato da una prostituta e quindi anche la prostituzione era una realtà radicata nella cultura stessa della Roma antica.

Comunque i romani non pensavano solo a fare sesso e così, a partire dal IV sec. d.C. dall'età di Costantino, i bordelli erano anche una bella fonte di guadagno per lo Stato poichè l'imposta collatio lustralis, colpiva ogni 5 anni le prostitute o il tenutario del lupanare.
L’imposta diretta colpiva tutti coloro che commerciavano e traevano profitto dalle transazioni commerciali e se Severo ne fu l'ideatore Costantino regolarizzò le sue riscossioni ed allargò la lista dei soggetti che vi erano sottoposti.
Con questo Lustro, debito il cui ammontare corrispondeva alla cinquantesima parte dei guadagni realizzati nel quinquennio dal contribuente, faceva entrare nelle casse della Tesoreria Imperiale una percentuale sui proventi di tutti coloro che non vivevano di terra ma commerciavano anche il loro corpo ! 
Comunque il più furbo di tutti era stato Caligola che oltre a farsi pagare dalle prostitute, aveva aperto un grande lupanare nel suo palazzo dove vi si prostituivano donne e uomini del ceto senatorio.
Ogni luogo era adatto per fare sesso ed anche nel Satyricon Petronio ci racconta che Encolpio, persosi per le vie di Roma, venne accompagnato direttamente in un bordello da una vecchietta a cui aveva chiesto indicazioni per ritrovare la strada.
Tra le numerose prostitute c'era la fornicatrix ( la fornicatrice)  che si prostituiva sotto gli archi (fornices) dei circhi, ponti e ippodromi e c'era la meretrix, meretrice, più simile alla cortigiana e comunque più raffinata poiché s' intendeva anche di musica e poesia. Naturalmente non poteva mancare la lupa che stava nel lupanare per non parlare delle bustuariae, che si vendevano tra le tombe


Un aspetto quasi positivo di tutta questa realtà? 
Queste donne avevano una funzione sociale importantissima perché salvaguardavano il pudore delle mogli e madri romane che erano da "rispettare" !
Mi immagino con tristezza queste ragazzette che già all'età di 12 anni potevano sposarsi per poi finire confinate tra le mura domestiche ad incarnare la donna moglie - madre univira. 
Se poi tradivano a pagare veramente era solo il reo-amante ma resta il fatto che ogni speranza di divertimento era perduta per sempre.
Il lato orrido della prostituzione? 
Le gravidanze interessate e l'aborto. 
La risposta dello Stato? 
La lex Cornelia per punire con la deportazione e la confisca dei beni coloro che ricorrevano all’aborto e non aggiungo altro !






Queste scene erotiche, meravigliose tetimonianze della società romana, sono raffigurate non solo nei lupanari, ma anche nei mosaici, negli oggetti e nei dipinti delle abitazioni private in quanto l’eros era una parte vitale ed essenziale nella società romana e pompeiana.
Io adoro sopratutto i mosaici che mi diverto ad eseguire nel mio tempo "libero". 
Purtroppo mi tocca ammettere che i miei lavori, nonostante la modesta esperienza e l'impegno, non sono lontanamente paragonabili ai capolavori che la storia ci consente di "ammirare ed interpretare".
Su Pompei e sulle sue bellezze continuerei a scrivere ancora ed ancora ma per adesso mi fermo qua.
Personalmente sono stata a Pompei una sola volta nella mia vita ma sicuramente molto presto tornerò a visitarla.  

Se vuoi appronfondire:
Amore a Pompei
Erotic_art_in_Pompeii_and_Herculaneum


Per inaugurare questo mio post ho scelto questa bellissima elegia di un autore latino che leggo spesso con piacere e che è vissuto all'incirca nella stessa epoca a cui risalgono gli affreschi e i materiali archeologici di provenienza pompeiana.
Se non sai proprio niente di Ovidio (-.-) ...  ti perdono solo se leggi tutti gli articoli che si trovano su questo bellissimo sito dedicato alla  mitologia: Miti 3000
Ovidio lo trovi qui: Miti 3000 Ovidio


Consiglio poi questo libro

Consiglio anche di visitare, e non solo virtualmente, il bellissimo Museo archeologico nazionale a Napoli:  Museo nazionale.  
Infine:
pompeiisites 
un altro link interessante !
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Di tutto e di più !
© Angelidicarta

Numero di Destino: 10
Colore: Azzurro intenso
Amuleto personale: Cerchio di turchese
Amuleto in casa: Piccola sfera di agata azzurra
Simbologia: Destino
Rituale: Portandola con se propizia la fortuna e le coincidenze positive

Una ruota in movimento eterno a volte in un senso a volte nell'altro verso il suo destino inconscio ed imprevedibile. Questa carta rappresenta la sorte che ci attende dietro l'angolo, l'imprevedibilità sia in senso positivo che negativo, la furbizia, l'adattabilità e la capacità di saper cogliere le occasioni.

ADC

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